mercoledì 14 ottobre 2015

La mia vita in Nuova Zelanda - no, non mi annoio!

E' secoli che non racconto niente di quello che mi succede, probabilmente perchè sono troppo impegnata. Ho anche trascurato il diario di bordo del mio viaggio durante le vacanze di Natale (ed è già quasi Natale di nuovo!!), però un breve riassunto adesso ve lo faccio!

A giugno sono rientrata in Italia per un mese ed è stato abbastanza traumatico. A parte l'entusiasmo di rivedere parenti e amici, mangiare i miei piatti preferiti, camminare per strade circondata da arte, storia e cultura, per il resto ho avuto la conferma che il mio posto non è li.
Grazie Italia per avermi fatto crescere, ma ora che sono grande non voglio stare più con te, tranne per delle fugaci vacanze, dato che dopo un paio di settimane non ne potevo già più! Ora non voglio offendere nessuno, ma mi sono sentita un pò in un paese arretrato, sottosviluppato, in cui le cose non funzionano, le strade sono sporche e piene di buche, di barriere architettoniche, mancano servizi, la burocrazia è troppo ingarbugliata, la gente ha una mentalità ottusa, la gente è vecchia, il paese è vecchio.
Dopo un paio di settimane non vedevo l'ora di tornare a casa, e benchè fossi già a casa, mi sono resa conto come il concetto di casa sia cambiato per me. Casa non è più l'Italia, l'Italia rappresenta  solo da dove vengo, casa è dove voglio stare e non voglio stare in Italia! 

Si dice che partire ti cambia, ma anche ritornare ti cambia, perchè quel mese in Italia mi ha ulteriormente cambiato.
Rientrata ad Auckland ho deciso di rendere più intensa la mia vita, basta svegliarsi tardi e andare direttamente a lavorare alle 3 del pomeriggio, basta stare sveglia fino alle 5 del mattino per parlare con la gente in Italia su Skype, basta con questa doppia vita, una reale in NZ e una virtuale in Italia. Ho deciso di vivere su un solo fuso orario, quello su cui mi trovo!
Per riempire il tempo libero, avevo pensato di iniziare andare in palestra o in biblioteca, ma poi mi è sembrato più utile cercare un secondo lavoro, perchè in una città cara come Auckland qualche soldino in più non guasta. Non potevo fare una scelta migliore, perchè il part time al mattino oltre a farmi guadagnare quei 100$ in più a settimana (tassazione del 30% sul secondo lavoro, da pazzi, ma va beh), mi ha fatto migliorare un sacco l'inglese. Lavoro nella cucina di un pub kiwi. Perfetto! Invece che pensare che stavo regalando il 30% dei miei introiti al governo neozelandese, l'ho vissuta come se venissi pagata per fare un corso di inglese.

Ad agosto ho compiuto 2 anni in Nuova Zelanda! Ho avuto anche una specie di crisi esistenziale, che per fortuna si è risolta in un paio di mesi, individuando il problema e affrontandolo. Ero stanca del mio lavoro, o meglio del mio posto di lavoro, perchè mi sono resa conto che non mi stava portando da nessuna parte, non mi stava accrescendo professionalmente, non stavo imparando nulla, ho iniziato a notare un sacco di piccole cose che mi stavano mandando al manicomio, a cui prima non facevo caso perchè avevo la testa da un'altra parte e forse non avevo neppure abbastanza esperienza nel settore per notarle.
Così ho deciso di iniziare a cercare lavoro, pero' non volevo un lavoro qualunque, volevo lavorare con gli italiani, per poter imparare qualcosa di più sul discorso pizze e cucina in generale. Ovviamente se lavori per ristoranti finti italiani (e sono la maggior parte) cosa vuoi mai imparare? Auckland non sembrava offrire molto, così ho esteso la ricerca a tutta l'isola del nord, in fondo è da sempre che vorrei uscire da questa città, ma per via del lavoro ho mai potuto spostarmi.
Mando il curriculum a una pizzeria napoletana DOC a Wellington e mi richiamano subito. STICAZZI! Faccio una bella chiacchierata col proprietario, poi ci mandiamo qualche email in settimana, poi un'altra chiacchierata al telefono, dopo due settimane mi richiama e alla fine mi dice: se vuoi venire a Wellington a farti conoscere io ti pago il biglietto dell'aereo, ti vengo a prendere all'aeroporto, ti faccio vedere il locale e vediamo come va.
Mamma mia, pure il volo pagato! Io mi sentivo col lavoro in tasca, chi cavolo ti paga pure il viaggio per fare un colloquio?? Ero super felice, mi sono messa anche a guardare gli annunci delle case, mi sentivo troppo sicura. Arriva il giorno prima di partire e per caso do' una controllata sul sito dell'immigrazione per vedere come funzionava il cambio di lavoro quando cambi anche regione e... udite udite.. BISOGNA FARE UN NUOVO VISTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se hai un Work Visa sotto le Essential Skills in Nuova Zelanda, non è che sei libero di lavorare dove ti pare all'interno del paese, se vuoi cambiare datore di lavoro lo puoi fare all'interno della stessa regione, se vuoi uscire dalla regione devi rifare il visto!
ma vavavavavavaaaaaaaa! I miei sogni si sono schiantati sullo schermo del pc! E con tanta vergogna ho scritto al tipo di Wellington per spiegargli di questa cosa. Sembrava che lo avessi fatto apposta per scroccare un volo, lui magari avra' pensato che sapevo gia' del visto e invece no, lo giuro!
Mi ha detto di andare comunque a conoscerlo, pero' poi non mi ha piu' richiamato. Non credo che fosse perchè non gli sono piaciuta, penso sia stato per il visto. Per un datore di lavoro è sempre una scocciatura fare il visto a qualcuno, compilare le scartoffie, mettere gli annunci che si cerca personale per dimostrare all'immigrazione che non ci sono kiwi adatti a quella posizione. Se io fossi un datore di lavoro, non farei tutta sta fatica per qualcuno che non conosco, qualcuno come me in questa situazione ad esempio.

Cosi me ne sono tornata ad Auckland e presa dalla pazzia ho venduto la macchina! Cosi'... un due tre, facciamo la cazzata della giornata, vendiamo la macchina! Me ne sono pentita nell'istante esatto in cui una ragazza mi ha scritto che voleva venire a vederla. Le ho detto di si, ma dentro di me speravo che non la volesse. invece tie', se l'e' comprata! Ma cavolo! Ve l'ho detto che ho avuto la mia crisi esistenziale, ero totalmente pazza e senza controllo, facevo le cose a caso.

Mi metto a cercare una nuova macchina da comprare, anche perchè avevo sempre da cercare lavoro e farlo in autobus quando hai pure poco tempo, non è proprio l'ideale (questa Auckland è troppo estesa). Dopo 3 settimane passate su trademe a consultare gli annunci, dopo aste su aste perse, dopo aver studiato tutte le macchine giapponesi, con relativi consumi, ho finalmente comprato la mia superfiga Mitsubishi Colt Plus, anno 2005, ben 13 anni più giovane della mia auto precedente.

Compro la macchina e due giorni dopo mi chiama il capo del mio amico che lavora in un ristorante italiano italiano. Mi dice: senti, vuoi iniziare a lavorare qua tra due settimane?
Ehmmmm... Si! Vado la settimana dopo pensando di fare una prova, invece mi mette a fare turno completo. Così ora è da due settimane che lavoro in 3 lavori diversi, senza giorno di riposo, per 60 ore a settimana. Un macello! Domenica sara' l'ultimo giorno coi macedoni, poi faro' solo il lavoro con gli italiani. Ho da cercare una nuova casa più vicina al lavoro nuovo e non ho neanche tempo per andare a vedere gli appartamenti. Ho già dato la disdetta qua dove vivo adesso e se non trovo nulla il 26 ottobre finiro' in ostello di nuovo, vedrete che faro' quella fine li, me lo sento!

 Insomma inizia una nuova avventura, spero di aver fatto la scelta giusta. E se va male, si cambia di nuovo! E' questo il bello, cambiare! Ogni volta mi cago un pò addosso, pero' mi sento proprio viva!!

PS. Su Amazon è uscito l'ebook di Donne che Emigrano all'Estero... io sono una delle autrici!!!!

2 commenti:

aurora procopio ha detto...

Dai Ines che ce la fai :) sono con te!

Maria Zavettieri ha detto...

Brava Ines, sei grande, ogni svolta della tua vita ti arricchisce in sensibilità ed umanità. Forza vai avanti cosi