Sono a Ibiza da un mese e mezzo, ma sembra già una vita! Sono ancora in quella fase di assestamento iniziale, in cui tutto è bello, nuovo e luccicante. Sarà un'estate lunghissima e bellissima, l'estate nel paese dei balocchi per me che amo il mare e le discoteche.
Sono allo stadio di espatrio 2.0, seconda esperienza, secondo paese, sto cercando di costruire la mia "casa", organizzare lo spazio, scegliere chi far entrare e chi no. Provo a continuare a ritrovarmi, cerco di non perdermi, osservo e scruto ciò che c'è intorno, ammiro, critico, confronto, sperimento, vivo.
Davanti alla porta di questa nuova "casa" c'e' un gran cartello che dice: "vietato l'ingresso agli italiani". Come diceva Caterina Caselli, Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più, dai miei errori sto cercando di imparare. E questo espatrio 2.0 infatti è iniziato con un grado di integrazione che non ho raggiunto nemmeno in Nuova Zelanda dopo due anni e mezzo .
Partire da zero, da sola, e senza essere circondata da backpackers in un ostello, è stata un pò dura, lo ammetto. L'ostello è un nido sicuro, ora capisco perchè ci ho vissuto per 5 mesi quando ero ad Auckland e capisco anche perchè chi, meno intraprendente e più insicuro, ci ha vissuto per anni.
Nelle prime settimane, col mio spagnolo maccheronico e senza conoscere nessuno, mi sono sentita un pò sola, ma ho resistito e non mi sono buttata sull'alternativa più semplice, che sarebbe stata aggregarmi alle infinite masse di italiani che invadono le vie e le spiagge di Ibiza.
Sono venuta qua per imparare lo spagnolo, per conoscere un'altra cultura, non per continuare a parlare in italiano. Così ho provato anche la strada di Couchsurfing e dei gruppi di scambio di lingue e mi sono costruita dei contatti con cui continuare a parlare in inglese, giusto per non dimenticarlo più del dovuto, oltre che spagnolo.
Al lavoro parlerò italiano, volente o nolente, ma se sei italiano e fai le pizze, è un pò una sorta di scelta obbligata quella di lavorare con gli italiani! Domani è il mio primo giorno ufficiale, spero che questa nuova avventura mi faccia ricredere dalla terribile opinione che mi sono fatta degli italiani all'estero quando ero in Nuova Zelanda, perché tra capi tedeschi, kiwi, serbi, macedoni ed arabi, l'esperienza peggiore ce l'ho avuta proprio lavorando per un italiano! (Ora ex colleghi, lo sapete che vi lovvo tanto!! xoxo) Penso che sarà un'esperienza positiva, sento che sarà un'esperienza positiva!
A casa si parla spagnolo. Abito con altre 3 ragazze, una marocchina che vive qua da 15 anni e due spagnole, che sono della peninsula ma vengono sempre a fare la stagione a Ibiza. Abbiamo anche un gatto senza coda, che pensavo fosse un mostro e invece si è scoperto essere di una razza rara. Con le mie coinquiline vado super d'accordo, mi hanno portata in giro con loro fin dall'inizio, presentandomi ai loro amici, facendomi sentire parte del gruppo, nonostante faticassi a far conversazione.
La musica, ragazzi, qua è una meraviglia! Lo sapevo già, ma me lo ero quasi dimenticata. I locali sono enormi, le gente più disparata, se non ti organizzi bene per fare una serata (anzi, per fare qualsiasi cosa!) ti parte un occhio della testa, perchè i prezzi di Ibiza sono stati studiati per i turisti, non per chi vive qua. Chi lavora qui da tempo sa comunque cosa fare, dove andare, ci sono le liste, le consumazioni gratuite, l'amico che è al bar e l'altro che e' alla porta, l'altro che noleggia i motorini e quell'altro che ti fa avere il pass e l'altro che ti dice dove andare a mangiare per non farti pelare.
Per vivere bene bisogna avere delle conoscenze o almeno frequentare qualcuno che le abbia!
Continuiamo a parlare di soldi. In Nuova Zelanda frequentavo gente che viveva on a budget, backpackers, viaggiatori che lavoravano qualche mese per potersi permettere di viaggiare, rifermarsi, lavorare e ripartire. Qua mi sento circondata di gente con le mani bucate! Quando vedo le mie amiche spendere 6 euro per una bottiglietta d'acqua da 33ml mi si stringe il cuore. Ma cavolo al supermercato con 79 centesimi ti prendi il bottiglione da 8 litri! E vederle poi lasciare la mancia su quell'acqua, portando il costo a 10 euro, beh le vorrei ammazzare! Ho l'impressione che non ci sia il valore dei soldi. In mezzo a tanto lusso, a tanti turisti ricchi, siamo sicuri di poterci permettere tutti un determinato tenore di vita, senza finire sul lastrico? Scialacquare soldi solo per farsi vedere?
Bentornata nel continente dell'apparenza Ines. Però tu cerca di non cambiare, rimani chi sei, come sei, rimani selvatica, spettinata, con le scarpe da ginnastica così quando vai a ballare non ti devi fermare neanche un secondo. Anche se ti dicono che c'e' il dress code in quel locale, tu non farti rovinare la serata da un paio di scarpe scomode. Non ascoltare nessuno, non farti influenzare da nessuno, fai tesoro di quello che ti ha insegnato la Nuova Zelanda, ricorda che l'importante è l'essere, non l'apparire.
Citando una lettrice, nuovi inizi e tanta vita!
Auckland, Nuova Zelanda. Ibiza, Spagna. Toronto, Canada. Alla scoperta del mondo, ready to go! Non è mai troppo tardi, ricordatelo. Qua c'e' il mio viaggio, interiore prima di tutto.
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martedì 17 maggio 2016
domenica 6 marzo 2016
Vita da expat - Arrivi e partenze
Vita da expat - pause mode
Eccomi, sono tornata!L’ultimo lunedì prima della partenza ho organizzato il mio “farewell party”, una festa per salutare tutti gli amici.
All’inizio non volevo, perché pensavo che sarebbe stato in qualche modo triste, qualcosa di definitivo, un addio. Invece sono felice di aver fatto quell'ultima serata tutti insieme, un ultimo ricordo da portare con me ovunque, sarò nel mondo. Questa è la vita da expat!
Mercoledì mattina le mie coinquiline mi hanno portata all'aeroporto di Auckland. Mi stavo sentendo male, lo giuro. Stavo malissimo, tipo che mi veniva da vomitare, sentivo una pesantezza dentro, le mani che tremavano, pensavo avrei avuto un attacco di panico. Non vedevo l’ora che arrivasse il momento di salire sull'aereo, partire e arrivare, per iniziare immediatamente il nuovo capitolo della mia vita da expat.
Lo ammetto, appena l’aereo si è mosso, mi sono messa a piangere.
E dopo aver pianto, il malessere mi è passato.
Mi coprivo il viso con la mani e soffocavo i singhiozzi, non puoi mica metterti a piangere da sola sull'aereo, è imbarazzante sia per te che per chi ti sta intorno, o almeno io l’ho vissuta così.
L’ho guardata bene la Nuova Zelanda, dal finestrino, l’ho guardata bene e in quel momento ho pensato che forse ho fatto una scelta sbagliata ad andarmene, perché forse non troverò mai più un posto in cui sentirmi a casa, un posto così meraviglioso, una natura così incantata.
Eppure ora sono in Italia e la Nuova Zelanda è 18500km lontano da me. E’ rimasta li, coi miei amici, con quei posti che in questi anni sono diventati così familiari, col senso di “casa”.
E io sono in Italia, col jet lag che mi ha fatto svegliare alle 5.30 del mattino, con la sensazione di non appartenere a questo posto, con la sensazione di non avere un posto da chiamare “casa”, perché effettivamente ora non ho una casa, mi farò ospitare tra Domodossola e Genova, trascinando la valigia da qua a là, senza avere un posto mio.
Dalla terra di mezzo, la Nuova Zelanda, alla sensazione di essere nel mezzo, tra il passato e il futuro, in un limbo che durerà fino ad aprile, quando finalmente potrò ricominciare a sentirmi a casa in un nuovo posto, nella mia nuova vita da expat.
Qua il freddo punge, è inverno. Io sono ancora abbronzata dall'estate appena passata ad Auckland. In un giorno in Italia ho potuto notare che la gente guida da pazzi, bisogna stare attenti ad attraversare la strada perché qua non si fermano, anzi se possono ti stirano! Le autostrade sono care e l’asfalto fa schifo, in giro ci sono un mucchio di anziani, veramente tanti. Nelle case c’e’ il riscaldamento, questo è un bonus. Ma la cosa più strana è che non si parla l'inglese!
Vita da expat
sabato 13 febbraio 2016
Nuova Zelanda - Mi sono presa la sindrome di Wanderlust, per curarmi cambio vita
| Nuova Zelanda |
Dopo due anni e mezzo volge al termine questa bellissima esperienza in Nuova Zelanda.
E' stata una mia decisione quella di andarmene, sicuramente un colpo di testa, ma queste cose a volte vanno fatte. Sono sicuramente affetta dalla sindrome di Wanderlust. Sono una nomade, sono inquieta, ho bisogno di cambiare, sperimentare, vedere, scoprire, sperimentare, non riesco più a stare ferma! In questo articolo su Panorama, in cui si parla dei sintomi della sindrome di Wanderlust, leggo: Voglia continua di cambiare paese (e posto di lavoro): il desiderio di cambiare lavoro e Paese è tale che si fatica a mantenere un posto fisso. Quello che mi ha spinto a prendere questa decisione, credo sia stata proprio la paura di dover rimanere in qualche modo immobile. Il grande limite dei Work Visa in Nuova Zelanda è che ti permettono di lavorare solo per un datore di lavoro e, se vuoi cambiare, puoi cercare un altro lavoro SOLO all'interno della regione di rilascio del visto. Insomma se io lavoro ad Auckland, sono destinata a rimanere ad Auckland. Il resto della Nuova Zelanda rimane solo una meta per le vacanze. Io questa Nuova Zelanda avrei voluto "viverla" appieno, invece ho vissuto solo ad Auckland per tutto il tempo. Quando ho deciso che mi sarei voluta spostare a Wellington, il Work Visa mi ha un pò frenato, perchè avrei dovuto richiedere un nuovo Work Visa con il nuovo datore di lavoro, per il quale non avrei potuto lavorare nel frattempo, prima di ottenere il visto. Il datore di lavoro avrebbe dovuto prendermi a scatola chiusa, senza farmi fare dei periodi di prova, e anche io come avrei fatto a sapere se in quel posto mi sarei trovata bene? Troppo complicato, troppo rischioso. E poi, anche se avessi preso il visto, a Wellington non ci sono infinite pizzerie, ce ne saranno al massimo una decina, non avrei avuto grandi possibilità. Io ho bisogno di spazio, di scegliere, perchè la Nuova Zelanda mi ha insegnato che bisogna stare bene, che si può sempre stare meglio. Questo grande insegnamento lo porterò per sempre con me. Accontentarsi e adattarsi nel breve periodo va bene, scendere a compromessi per raggiungere un fine più importante va bene, però l'errore di vivere una vita statica per paura di osare, non lo farò mai più! Rabbrividisco al pensiero di aver passato 10 anni della mia vita a lavorare in una sala bingo. 10 lunghi anni della mia vita. La mia paura più grande è rimanere bloccata di nuovo in una situazione del genere, ma sono ben decisa non farlo accadere! Ora mi prendo una pausa, vado in Italia per un mese e mezzo. Come sapete sono già rientrata circa sei mesi fa, quindi non sono in astinenza da cibo, amici e familiari. Pero' l'altra volta il mio soggiorno in Italia è stato legato ad una situazione un pò particolare, perchè ero andata là a sistemare delle questioni spinose, poco tempo a disposizione e troppe cose da fare. Adesso invece torno con uno spirito diverso, serena e rilassata, pronta a godermi la vacanza senza pensieri, senza fretta. Ho già organizzato anche la prossima avventura: un'estate a Ibiza! Quando ho deciso di fare la stagione a lavorare sulla Isla, ho immediatamente iniziato a mandare messaggi a chiunque potesse avere un contatto li, per aiutarmi a trovare lavoro. Allo stesso tempo, ogni volta che dicevo a qualcuno che avevo deciso di andare a Ibiza, mi veniva chiesto: ma conosci qualcuno lì? Hai già trovato lavoro? Il primo istinto è stato quello di cercare un aggancio, sono pur sempre italiana! Sono cresciuta in un paese che mi ha insegnato che si va avanti con conoscenze e raccomandazioni, non in base al principio della meritocrazia. Ma poi mi sono ricordata che: 1) in Nuova Zelanda ci sono venuta da sola 2) in nuova Zelanda i lavori me li sono trovata da sola 3) in Nuova Zelanda non conoscevo nessuno Quindi cosa cambia? Ibiza o Nuova Zelanda, ce l'ho fatta già una volta, perchè preoccuparsi per la seconda? Così ho iniziato a tradurre il mio CV e a mandarlo a tutti i ristoranti di Ibiza che ho trovato su Tripadvisor. In due mi hanno risposto e ho fatto il colloquio su Skype dopo qualche giorno, entrambi mi hanno detto di passare a farmi vedere appena arrivo sull'isola. Ho anche preso in affitto una stanza in un appartamento, sfogliando gli annunci online su milanuncios.com e spero vivamente che non sia una fregatura! La ragazza mi ha mandato la foto del suo passaporto, ho la ricevuta del bonifico, nel caso ci fossero problemi penso di potermi tutelare un pò, nonostante non mi abbia fatto un contratto di affitto. Mi rendo conto che sto facendo in qualche modo un passo indietro. Tornare in Europa per un'esperienza lavorativa è sicuramente un passo indietro. A Ibiza poi, in cui a luglio e agosto non ti danno neanche un giorno di riposo e ti fanno lavorare 70 ore a settimana, per uno stipendio inferiore a quello che io guadagno con 40 ore in Nuova Zelanda. Però è un'esperienza. Qualche mese della mia vita, per vivere una realtà diversa, non di certo per diventare ricca, anzi spero solo di non finire sul lastrico. Spero di divertirmi un po', oltre a lavorare tanto, ma mi hanno preannunciato che nonostante ci si faccia un culo pazzesco, si lavora comunque con un'atmosfera diversa intorno. So che a Ibiza non piovono lavori, come succede qua in Nuova Zelanda, piuttosto ogni giorno piovono aerei Ryanair pieni di disperati che vogliono un lavoro qualsiasi, a qualsiasi condizione, pur di poter rimanere a passare la stagione sull'isola. Immagino che l'80% di quelle persone sia composto da ragazzini non qualificati, che poi vanno a lavorare ancora "in botta", o che non si presentano proprio. Immagino i datori di lavoro che si mettono le mani dei capelli e appena mi vedranno arrivare, coi miei capelli bianchi e le rughette intorno agli occhi, tireranno un bel sospiro di sollievo e diranno: tu, zia, sei assunta! Immagino di visitare tutte le calette dell'isola, con uno scooter, al mattino prima di andare a lavorare, immagino che diventerò abbronzatissima, immagino che vedrò i più grandi DJ di musica techno e house, club bellissimi e spettacoli di animazione pazzeschi. Immagino che conoscerò tonnellate di persone, provenienti da ogni angolo del mondo, immagino che sarò di nuovo circondata da italiani, tanto è inutile da quelli non si scappa! Dopo Ibiza ci sarà l'Australia, ma tra Ibiza e l'Australia potrebbero esserci un paio di mesi da riempire, perchè non so ancora quando inizierò la scuola da chef a Melbourne. Tenerife potrebbe essere una buona opzione per trascorrere Novembre e Dicembre. Ma adesso non vado così lontano. Adesso penso che tra 4 giorni ho il mio volo per l'Italia. Ho ancora la macchina da vendere e domani la porto alla Car Fair (il mercatino di compravendita delle macchine tra privati), sperando che qualcuno se la compri al prezzo che voglio io. Lunedì ho il mio farewell party, la festa di addio che non volevo organizzare, per rendere più indolore il distacco con la Nuova Zelanda, ma poi ho pensato che sia giusto passare un'ultima serata con gli amici, per salutare tutti, per avere un'ultimo ricordo con le persone che mi hanno accompagnato in questa avventura. Devo fare le valigie! Questo si che è importante. Ne ho due, ma con me ne posso portare solo una. L'altra la lascerò in custodia a un amico e me la farò spedire in Australia quando sarò là, oppure me la verrò a prendere io. Di nuovo il problema di viaggiare con un bagaglio di 30 kg per 4 stagioni, in Italia mi aspetta l'inverno, passerò primavera ed estate a Ibiza, novembre e dicembre potrebbero essere ancora estate alle Canarie o inverno in Italia, poi Gennaio una nuova estate in Australia. La valigia è il mio incubo più grande, dopo l'immobilità.| Nuova Zelanda - Cathedral Cove |
lunedì 8 febbraio 2016
Nuova Zelanda - Mollo tutto
Ladies and Gentlemen è con immenso piacere che vi annuncio una grande notizia!
Questi famosi Viaggi Nella Testa cambiano continente, almeno per un pò!
Gli aggiornamenti sul mio Viaggio li trovate ospitati sul sito delle Donne che Emigrano all'estero.
Nuova Zelanda - Come ho rivoluzionato la mia vita in sette giorni
Stay tuned!
| Nuova Zelanda |
mercoledì 14 ottobre 2015
La mia vita in Nuova Zelanda - no, non mi annoio!
E' secoli che non racconto niente di quello che mi succede, probabilmente perchè sono troppo impegnata. Ho anche trascurato il diario di bordo del mio viaggio durante le vacanze di Natale (ed è già quasi Natale di nuovo!!), però un breve riassunto adesso ve lo faccio!
A giugno sono rientrata in Italia per un mese ed è stato abbastanza traumatico. A parte l'entusiasmo di rivedere parenti e amici, mangiare i miei piatti preferiti, camminare per strade circondata da arte, storia e cultura, per il resto ho avuto la conferma che il mio posto non è li.
Grazie Italia per avermi fatto crescere, ma ora che sono grande non voglio stare più con te, tranne per delle fugaci vacanze, dato che dopo un paio di settimane non ne potevo già più! Ora non voglio offendere nessuno, ma mi sono sentita un pò in un paese arretrato, sottosviluppato, in cui le cose non funzionano, le strade sono sporche e piene di buche, di barriere architettoniche, mancano servizi, la burocrazia è troppo ingarbugliata, la gente ha una mentalità ottusa, la gente è vecchia, il paese è vecchio.
Dopo un paio di settimane non vedevo l'ora di tornare a casa, e benchè fossi già a casa, mi sono resa conto come il concetto di casa sia cambiato per me. Casa non è più l'Italia, l'Italia rappresenta solo da dove vengo, casa è dove voglio stare e non voglio stare in Italia!
Si dice che partire ti cambia, ma anche ritornare ti cambia, perchè quel mese in Italia mi ha ulteriormente cambiato.
Rientrata ad Auckland ho deciso di rendere più intensa la mia vita, basta svegliarsi tardi e andare direttamente a lavorare alle 3 del pomeriggio, basta stare sveglia fino alle 5 del mattino per parlare con la gente in Italia su Skype, basta con questa doppia vita, una reale in NZ e una virtuale in Italia. Ho deciso di vivere su un solo fuso orario, quello su cui mi trovo!
Per riempire il tempo libero, avevo pensato di iniziare andare in palestra o in biblioteca, ma poi mi è sembrato più utile cercare un secondo lavoro, perchè in una città cara come Auckland qualche soldino in più non guasta. Non potevo fare una scelta migliore, perchè il part time al mattino oltre a farmi guadagnare quei 100$ in più a settimana (tassazione del 30% sul secondo lavoro, da pazzi, ma va beh), mi ha fatto migliorare un sacco l'inglese. Lavoro nella cucina di un pub kiwi. Perfetto! Invece che pensare che stavo regalando il 30% dei miei introiti al governo neozelandese, l'ho vissuta come se venissi pagata per fare un corso di inglese.
Ad agosto ho compiuto 2 anni in Nuova Zelanda! Ho avuto anche una specie di crisi esistenziale, che per fortuna si è risolta in un paio di mesi, individuando il problema e affrontandolo. Ero stanca del mio lavoro, o meglio del mio posto di lavoro, perchè mi sono resa conto che non mi stava portando da nessuna parte, non mi stava accrescendo professionalmente, non stavo imparando nulla, ho iniziato a notare un sacco di piccole cose che mi stavano mandando al manicomio, a cui prima non facevo caso perchè avevo la testa da un'altra parte e forse non avevo neppure abbastanza esperienza nel settore per notarle.
Così ho deciso di iniziare a cercare lavoro, pero' non volevo un lavoro qualunque, volevo lavorare con gli italiani, per poter imparare qualcosa di più sul discorso pizze e cucina in generale. Ovviamente se lavori per ristoranti finti italiani (e sono la maggior parte) cosa vuoi mai imparare? Auckland non sembrava offrire molto, così ho esteso la ricerca a tutta l'isola del nord, in fondo è da sempre che vorrei uscire da questa città, ma per via del lavoro ho mai potuto spostarmi.
Mando il curriculum a una pizzeria napoletana DOC a Wellington e mi richiamano subito. STICAZZI! Faccio una bella chiacchierata col proprietario, poi ci mandiamo qualche email in settimana, poi un'altra chiacchierata al telefono, dopo due settimane mi richiama e alla fine mi dice: se vuoi venire a Wellington a farti conoscere io ti pago il biglietto dell'aereo, ti vengo a prendere all'aeroporto, ti faccio vedere il locale e vediamo come va.
Mamma mia, pure il volo pagato! Io mi sentivo col lavoro in tasca, chi cavolo ti paga pure il viaggio per fare un colloquio?? Ero super felice, mi sono messa anche a guardare gli annunci delle case, mi sentivo troppo sicura. Arriva il giorno prima di partire e per caso do' una controllata sul sito dell'immigrazione per vedere come funzionava il cambio di lavoro quando cambi anche regione e... udite udite.. BISOGNA FARE UN NUOVO VISTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se hai un Work Visa sotto le Essential Skills in Nuova Zelanda, non è che sei libero di lavorare dove ti pare all'interno del paese, se vuoi cambiare datore di lavoro lo puoi fare all'interno della stessa regione, se vuoi uscire dalla regione devi rifare il visto!
ma vavavavavavaaaaaaaa! I miei sogni si sono schiantati sullo schermo del pc! E con tanta vergogna ho scritto al tipo di Wellington per spiegargli di questa cosa. Sembrava che lo avessi fatto apposta per scroccare un volo, lui magari avra' pensato che sapevo gia' del visto e invece no, lo giuro!
Mi ha detto di andare comunque a conoscerlo, pero' poi non mi ha piu' richiamato. Non credo che fosse perchè non gli sono piaciuta, penso sia stato per il visto. Per un datore di lavoro è sempre una scocciatura fare il visto a qualcuno, compilare le scartoffie, mettere gli annunci che si cerca personale per dimostrare all'immigrazione che non ci sono kiwi adatti a quella posizione. Se io fossi un datore di lavoro, non farei tutta sta fatica per qualcuno che non conosco, qualcuno come me in questa situazione ad esempio.
Cosi me ne sono tornata ad Auckland e presa dalla pazzia ho venduto la macchina! Cosi'... un due tre, facciamo la cazzata della giornata, vendiamo la macchina! Me ne sono pentita nell'istante esatto in cui una ragazza mi ha scritto che voleva venire a vederla. Le ho detto di si, ma dentro di me speravo che non la volesse. invece tie', se l'e' comprata! Ma cavolo! Ve l'ho detto che ho avuto la mia crisi esistenziale, ero totalmente pazza e senza controllo, facevo le cose a caso.
Mi metto a cercare una nuova macchina da comprare, anche perchè avevo sempre da cercare lavoro e farlo in autobus quando hai pure poco tempo, non è proprio l'ideale (questa Auckland è troppo estesa). Dopo 3 settimane passate su trademe a consultare gli annunci, dopo aste su aste perse, dopo aver studiato tutte le macchine giapponesi, con relativi consumi, ho finalmente comprato la mia superfiga Mitsubishi Colt Plus, anno 2005, ben 13 anni più giovane della mia auto precedente.
Compro la macchina e due giorni dopo mi chiama il capo del mio amico che lavora in un ristorante italiano italiano. Mi dice: senti, vuoi iniziare a lavorare qua tra due settimane?
Ehmmmm... Si! Vado la settimana dopo pensando di fare una prova, invece mi mette a fare turno completo. Così ora è da due settimane che lavoro in 3 lavori diversi, senza giorno di riposo, per 60 ore a settimana. Un macello! Domenica sara' l'ultimo giorno coi macedoni, poi faro' solo il lavoro con gli italiani. Ho da cercare una nuova casa più vicina al lavoro nuovo e non ho neanche tempo per andare a vedere gli appartamenti. Ho già dato la disdetta qua dove vivo adesso e se non trovo nulla il 26 ottobre finiro' in ostello di nuovo, vedrete che faro' quella fine li, me lo sento!
Insomma inizia una nuova avventura, spero di aver fatto la scelta giusta. E se va male, si cambia di nuovo! E' questo il bello, cambiare! Ogni volta mi cago un pò addosso, pero' mi sento proprio viva!!
PS. Su Amazon è uscito l'ebook di Donne che Emigrano all'Estero... io sono una delle autrici!!!!
A giugno sono rientrata in Italia per un mese ed è stato abbastanza traumatico. A parte l'entusiasmo di rivedere parenti e amici, mangiare i miei piatti preferiti, camminare per strade circondata da arte, storia e cultura, per il resto ho avuto la conferma che il mio posto non è li.
Grazie Italia per avermi fatto crescere, ma ora che sono grande non voglio stare più con te, tranne per delle fugaci vacanze, dato che dopo un paio di settimane non ne potevo già più! Ora non voglio offendere nessuno, ma mi sono sentita un pò in un paese arretrato, sottosviluppato, in cui le cose non funzionano, le strade sono sporche e piene di buche, di barriere architettoniche, mancano servizi, la burocrazia è troppo ingarbugliata, la gente ha una mentalità ottusa, la gente è vecchia, il paese è vecchio.
Dopo un paio di settimane non vedevo l'ora di tornare a casa, e benchè fossi già a casa, mi sono resa conto come il concetto di casa sia cambiato per me. Casa non è più l'Italia, l'Italia rappresenta solo da dove vengo, casa è dove voglio stare e non voglio stare in Italia!
Si dice che partire ti cambia, ma anche ritornare ti cambia, perchè quel mese in Italia mi ha ulteriormente cambiato.
Rientrata ad Auckland ho deciso di rendere più intensa la mia vita, basta svegliarsi tardi e andare direttamente a lavorare alle 3 del pomeriggio, basta stare sveglia fino alle 5 del mattino per parlare con la gente in Italia su Skype, basta con questa doppia vita, una reale in NZ e una virtuale in Italia. Ho deciso di vivere su un solo fuso orario, quello su cui mi trovo!
Per riempire il tempo libero, avevo pensato di iniziare andare in palestra o in biblioteca, ma poi mi è sembrato più utile cercare un secondo lavoro, perchè in una città cara come Auckland qualche soldino in più non guasta. Non potevo fare una scelta migliore, perchè il part time al mattino oltre a farmi guadagnare quei 100$ in più a settimana (tassazione del 30% sul secondo lavoro, da pazzi, ma va beh), mi ha fatto migliorare un sacco l'inglese. Lavoro nella cucina di un pub kiwi. Perfetto! Invece che pensare che stavo regalando il 30% dei miei introiti al governo neozelandese, l'ho vissuta come se venissi pagata per fare un corso di inglese.
Ad agosto ho compiuto 2 anni in Nuova Zelanda! Ho avuto anche una specie di crisi esistenziale, che per fortuna si è risolta in un paio di mesi, individuando il problema e affrontandolo. Ero stanca del mio lavoro, o meglio del mio posto di lavoro, perchè mi sono resa conto che non mi stava portando da nessuna parte, non mi stava accrescendo professionalmente, non stavo imparando nulla, ho iniziato a notare un sacco di piccole cose che mi stavano mandando al manicomio, a cui prima non facevo caso perchè avevo la testa da un'altra parte e forse non avevo neppure abbastanza esperienza nel settore per notarle.
Così ho deciso di iniziare a cercare lavoro, pero' non volevo un lavoro qualunque, volevo lavorare con gli italiani, per poter imparare qualcosa di più sul discorso pizze e cucina in generale. Ovviamente se lavori per ristoranti finti italiani (e sono la maggior parte) cosa vuoi mai imparare? Auckland non sembrava offrire molto, così ho esteso la ricerca a tutta l'isola del nord, in fondo è da sempre che vorrei uscire da questa città, ma per via del lavoro ho mai potuto spostarmi.
Mando il curriculum a una pizzeria napoletana DOC a Wellington e mi richiamano subito. STICAZZI! Faccio una bella chiacchierata col proprietario, poi ci mandiamo qualche email in settimana, poi un'altra chiacchierata al telefono, dopo due settimane mi richiama e alla fine mi dice: se vuoi venire a Wellington a farti conoscere io ti pago il biglietto dell'aereo, ti vengo a prendere all'aeroporto, ti faccio vedere il locale e vediamo come va.
Mamma mia, pure il volo pagato! Io mi sentivo col lavoro in tasca, chi cavolo ti paga pure il viaggio per fare un colloquio?? Ero super felice, mi sono messa anche a guardare gli annunci delle case, mi sentivo troppo sicura. Arriva il giorno prima di partire e per caso do' una controllata sul sito dell'immigrazione per vedere come funzionava il cambio di lavoro quando cambi anche regione e... udite udite.. BISOGNA FARE UN NUOVO VISTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se hai un Work Visa sotto le Essential Skills in Nuova Zelanda, non è che sei libero di lavorare dove ti pare all'interno del paese, se vuoi cambiare datore di lavoro lo puoi fare all'interno della stessa regione, se vuoi uscire dalla regione devi rifare il visto!
ma vavavavavavaaaaaaaa! I miei sogni si sono schiantati sullo schermo del pc! E con tanta vergogna ho scritto al tipo di Wellington per spiegargli di questa cosa. Sembrava che lo avessi fatto apposta per scroccare un volo, lui magari avra' pensato che sapevo gia' del visto e invece no, lo giuro!
Mi ha detto di andare comunque a conoscerlo, pero' poi non mi ha piu' richiamato. Non credo che fosse perchè non gli sono piaciuta, penso sia stato per il visto. Per un datore di lavoro è sempre una scocciatura fare il visto a qualcuno, compilare le scartoffie, mettere gli annunci che si cerca personale per dimostrare all'immigrazione che non ci sono kiwi adatti a quella posizione. Se io fossi un datore di lavoro, non farei tutta sta fatica per qualcuno che non conosco, qualcuno come me in questa situazione ad esempio.
Cosi me ne sono tornata ad Auckland e presa dalla pazzia ho venduto la macchina! Cosi'... un due tre, facciamo la cazzata della giornata, vendiamo la macchina! Me ne sono pentita nell'istante esatto in cui una ragazza mi ha scritto che voleva venire a vederla. Le ho detto di si, ma dentro di me speravo che non la volesse. invece tie', se l'e' comprata! Ma cavolo! Ve l'ho detto che ho avuto la mia crisi esistenziale, ero totalmente pazza e senza controllo, facevo le cose a caso.
Mi metto a cercare una nuova macchina da comprare, anche perchè avevo sempre da cercare lavoro e farlo in autobus quando hai pure poco tempo, non è proprio l'ideale (questa Auckland è troppo estesa). Dopo 3 settimane passate su trademe a consultare gli annunci, dopo aste su aste perse, dopo aver studiato tutte le macchine giapponesi, con relativi consumi, ho finalmente comprato la mia superfiga Mitsubishi Colt Plus, anno 2005, ben 13 anni più giovane della mia auto precedente.
Compro la macchina e due giorni dopo mi chiama il capo del mio amico che lavora in un ristorante italiano italiano. Mi dice: senti, vuoi iniziare a lavorare qua tra due settimane?
Ehmmmm... Si! Vado la settimana dopo pensando di fare una prova, invece mi mette a fare turno completo. Così ora è da due settimane che lavoro in 3 lavori diversi, senza giorno di riposo, per 60 ore a settimana. Un macello! Domenica sara' l'ultimo giorno coi macedoni, poi faro' solo il lavoro con gli italiani. Ho da cercare una nuova casa più vicina al lavoro nuovo e non ho neanche tempo per andare a vedere gli appartamenti. Ho già dato la disdetta qua dove vivo adesso e se non trovo nulla il 26 ottobre finiro' in ostello di nuovo, vedrete che faro' quella fine li, me lo sento!
Insomma inizia una nuova avventura, spero di aver fatto la scelta giusta. E se va male, si cambia di nuovo! E' questo il bello, cambiare! Ogni volta mi cago un pò addosso, pero' mi sento proprio viva!!
PS. Su Amazon è uscito l'ebook di Donne che Emigrano all'Estero... io sono una delle autrici!!!!
martedì 2 dicembre 2014
Emigrare in Nuova Zelanda - Generazione boh
ieri ho sentito questa canzone, per caso, su spotify.
mi sono detta "questo fedez, sante parole".
questa canzone parla un pò di noi che abbiamo deciso di emigrare in nuova zelanda
questa canzone parla un pò di noi che abbiamo deciso di emigrare in nuova zelanda
e mi è venuto in mente di fare il mio video su questa generazione boh.
ma quella che si è svegliata ed effettivamente è partita!
quella che rappresento io,
quella che rappresenta la maggior parte delle persone che ho incontrato nell'ultimo anno.
quella che, se mi state leggendo, probabilmente sognate di poter rappresentare.
"c'è Ancora chi crede in un posto migliore
Per questo si fanno le valigie e si parte"
sabato 27 settembre 2014
Nuova Zelanda - Tiriamo fuori i sogni dal cassetto
ciao a tutti! è un pò che non scrivo sul blog, è stato un mese molto movimentato, ho cambiato di nuovo lavoro, la settimana prossima cambio di nuovo casa (ehmmmm la quinta in 9 mesi!!), in italia sono successe delle cose che mi stanno assorbendo un sacco di tempo ed energie, ma non è di questo che voglio parlare oggi.
è mezzanotte e mezza qua, in italia sono le 14:30, tra qualche ora però noi andremo avanti di un'ora il fuso orario passerà da +10 ore a +11 ore, tra qualche mese sarà +12 ore e poi di nuovo +11 e +10. non pretendo che ve lo ricordiate, nè che ci capiate qualcosa, volevo solo dirlo, così, tanto per.
sono tornata dal lavoro poco fa e sono a letto che ascolto musica su spotify.
penso.
penso che poco più di un anno fa, non mi sarei immaginata che la mia vita sarebbe cambiata tanto. penso che, nell'ultimo anno, sono successe tante di quelle cose che non mi sarei MAI aspettata potessero succedere.
penso che l'imprevedibilità della vita sia una cosa meravigliosa.
non avevo mai pensato di diventare pizzaiola, al massimo mi sarei vista in una trattoria a conduzione familiare, a fare il ragù o l'amatriciana. non davanti a un forno a legna, in un ristorante "italiano" a auckland, gestito da macedoni e coi cuochi serbi.
non pensavo si potesse vivere in un ostello, in camera mista da otto, per la bellezza di 5 mesi. non pensavo che un ostello fosse adatto ad una permanenza superiore a una notte!
non pensavo di poter finire sul giornale vanity fair, con tanto di foto e intervista.
non pensavo che sarei stata in grado di abitare fuori da quello che io definisco "civiltà", non pensavo che avrei amato tanto il verde, le pecore del vicino e il silenzio della campagna.
quando ho deciso di intraprendere questo viaggio (dentro e fuori dalla testa!!), ho anche deciso di ricominciare a scrivere.
un pò per mantenere un contatto coi miei amici in italia, un pò per avere un diario da rileggere in futuro, ma sopratutto per dare una sorta di aiuto a tutti quegli sconosciuti che sono incollati alla sedia di casa e vorrebbero scappare, ma non sanno come fare, come iniziare, dove cercare la forza, perchè il coraggio non serve.
anche io, un anno fa, mica sono partita grazie allo spirito santo che mi è apparso mentre facevo colazione. sono partita perchè dei perfetti estranei, coi loro racconti, mi hanno dato la forza.
mi sono detta: se l'hanno fatto loro, lo posso fare anche io!
le persone si fanno un sacco di domande e io spero, con le mie storie, di dare qualche risposta.
un giorno, katia dalle Seychelles mi ha contattato e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto collaborare con la pagina facebook DONNE CHE EMIGRANO ALL'ESTERO. l'idea mi è piaciuta e ho iniziato a scrivere anche io. siamo una trentina di donne italiane, sparse per il mondo. ogni giorno sulla pagina fb si pubblica un post relativo alla nostra vita all'estero, cosa facciamo, dove viviamo, perchè siamo partite, gli usi e costumi dei paesi che ci ospitano. è bello perchè in mezzo a tanta diversità, c'è il filo conduttore che ci unisce, l'essere emigrate. E' facile immedesimarsi leggendoci, sia che si viva all'estero, sia che si sia in italia, col sogno di partire.
non siamo scrittrici di professione, ma i nostri post sono veri, trasudano forza e determinazione, viviamo delle vite più difficili rispetto a quando eravamo in italia, ma questo invece che fermarci, ci dà ancora più grinta.
domenica 24 agosto 2014
Working Holiday Visa - Un anno in Nuova Zelanda! Bilanci
un anno e un giorno veramente =) se devo dirla tutta, ero convinta fosse domani il mio anniversario e stavo iniziando a pensare a un discorso solenne da fare per l'evento. poi controllo il passaporto e... 23 agosto 2013!
direi che è tempo di fare un bilancio!
partiamo dagli aspetti negativi.,,
non ho viaggiato - quando avevo il tempo, non avevo i soldi, ora che ho i soldi, non ho il tempo. in linea di massima mi sono lanciata sul lavoro al 100%, ripeto che sono un'immigrata, con delle spese da sostenere in italia, quindi ho ben poco da fare vacanza. è strano, quando ero in italia ogni 3 mesi salivo su un aereo, qua nada de nada! ma il problema è anche che se vuoi uscire dal paese, la meta più vicina è l'australia che è a 4 ore di volo, tralascio il costo del biglietto perchè è folle rispetto a quello che spendiamo per viaggiare con compagnie come la ryanair o easyjet. se invece vuoi restare in nz, ti serve una macchina se hai poco tempo, altrimenti spostarsi è troppo complicato. ora la macchina ce l'ho, prometto che come inizia l'estate inizierò a viaggiare un pò!
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| Working Holiday Nuova Zelanda |
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| Working Holiday Nuova Zelanda |
Ora passiamo ai lati positivi...
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| Working Holiday Nuova Zelanda |
sono felice? si. non è che sia stato un anno fatto di rose e fiori, ma a oggi si, sono felice. i mesi più belli e spensierati sono stati quelli dell'ostello. era una festa continua, ma la vita non è solo bere e ballare! abitare in centro era comodo, ma abitare in una casa vera, grande, circondata dal verde e con tanto di piscina... beh è un altro vivere! E al lavoro sono circondata da gente tutto il tempo, parlo un sacco, mi faccio il culo ma rido e scherzo, le giornate passano più velocemente anche se sono fatte di turni di 12 ore. vivere in mezzo al verde pensavo non fosse cosa per me, eppure mi devo proprio ricredere! avere la macchina ha contribuito alla felicità degli ultimi mesi, è proprio un'altra musica non essere vincolata dagli autobus, in una città in cui i collegamenti non sono esattamente dei migliori.
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| Working Holiday Nuova Zelanda |
ho un buon lavoro? si! dopo 10 anni di bingo, mi sono ritrovata a dovermi mettere in gioco, a cercare una nuova strada, a imparare nuove cose, ad adattarmi per aver qualche soldo. credo di aver fatto più lavori in 6 mesi che in una vita intera! sono stata cameriera, commessa, lavapiatti, babysitter. e poi ecco la mia nuova professione: pizza chef! che in inglese suona così fancy, ma si sono una pizzaiola. brava a quanto pare! perchè nonostante abbia poca esperienza, guadagno già dei bei soldini. questo lavoro mi ha dato l'opportunità di trasformare il mio visto "vacanza lavoro" in visto lavorativo, quindi si, sono ufficialmente un'immigrata fino ad aprile. e dopo? se non sarà nuova zelanda sarà qualche altro paese, ho in tasca un mestiere, la gente mangia pizza in tutto il mondo, quindi no, non sono preoccupata per il mio futuro! e questo mi fa vivere meglio. non passo più le giornate pensando a cosa farò, dove, come, quando e perchè. vivo le mie giornate senza farmi domande. cosa che fa bene all'animo, oh non sapete quanto!
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| Working Holiday Nuova Zelanda |
il mio inglese è realmente migliorato? si ma non quanto avrei sperato. è una strada dura e in salita, ma purtroppo per la maggior parte del tempo non sono stata a contatto con kiwi, ora si e questo mi aiuterà in futuro. a volte la gente fa finta di non capirmi, o quando non capisco non si sforza per rendere la frase più facile, ma va bene, lo so che sono loro degli stronzi, non è colpa mia =)
concludendo, è stato un anno positivo! in cui mi sono arricchita a livello culturale e professionale, ho scoperto qualche cosa in più su di me, ho cambiato in parte la mia visione del mondo, ho fatto un sacco di cose, conosciuto un sacco di persone, mi sono divertita tanto, ho imparato ad arrabbiarmi di meno, ho iniziato ad affrontare i problemi con più fisolofia. ma l'insegnamento più grande è stato che...
.. possiamo fare tutto quello che desideriamo..
FORZA RAGA, TIRATE FUORI QUEI SOGNI DAI VOSTRI CASSETTI!! =)
martedì 29 luglio 2014
Vita da expat - Chi lascia la via vecchia per la nuova...
ciauuu =) questa volta non aspetto un mese per scrivere qualcosa! =) sono di buon umore da quando mi sono trasferita qua in campagna, volevo farvelo sapere! Ecco gli aggiornamenti sulla mia vita da expat.
tutta la negatività degli scorsi mesi, ho capito a cosa era dovuta. al fatto di essere sola, annoiata e insoddisfatta! diciamo che l'80% della colpa va imputata al vecchio lavoro, il 20% alla vecchia casa. mi annoiavo. eccome se mi annoiavo.
Da poco più di una settimana c'è stato quel cambiamento di cui parlavo nel post precedente.
la macchina... ho comprato una toyota trueno (anche conosciuta come lenin o corolla), classe 1991! per gli anni che ha, mi è andata ancora bene. l'ho pagata 1200$ e poi l'ho portata dal meccanico per una controllatina, e quest'ultimo mi ha castigata! 800$ per fare freni, olio e cinghia di distribuzione. mi ha fatto pagare 450$ solo di manodopera... un signore insomma! peggio per me, la prossima volta chiedo un preventivo prima di farmi fare un lavoro. La benzina costa circa 2.10$ quindi un pò meno che in italia, guidare a destra è stato un pò un trauma i primi giorni, ma mi sto abituando. le svolte a destra sono il mio punto debole, perchè tendo a ritrovami nella corsia contromano! senza navigatore non vado da nessuna parte, queste cavolo di strade sembrano tutte uguali e chi riesce ad orientarsi è bravo! (io no...)![]() |
| puzzolo |
il lavoro... mmmmmhhhhh!!!! non è che faccia proprio i salti di gioia! ci sono un pò di pro e un pò di contro, ma una volta a settimana ho anche un altro lavoro in cui mi trovo meglio, così se tra 3 mesi qua non sono contenta, posso passare full time nell'altro posto.
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| si abbiamo anche lo stagno! |
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| ho una camera piena di finestre siiiii |
i lati positivi, d'altro canto, sono che ho una miriade di colleghi. sono sempre circondata da qualcuno, ho tutto il tempo qualcuno con cui parlare se ne ho voglia, un pò di colleghi sono kiwi quindi ottimo per il mio inglese! e in questo ristorante ho un sacco di cose da imparare perchè mi fanno anche fare preparazione e cucinare. ad esempio... lo sapevate che le cipolle contengono un sacco di zucchero? e per caramellarle non serve aggiungere zucchero, si caramellano solo con l'olio =)
quindi diciamo che sono contenta. ho uno splendido paesaggio fuori dalla mia finestra, essere immersa nel verde non è così male come pensavo. e il mio malessere era dovuto alla solitudine, ora che sono circondata da gente tutto il giorno, è passato.
oggi è stata una bella giornata! ho lavorato nel lavoro part time, era il compleanno del capo, così quando abbiamo chiuso il ristorante ci siamo seduti a mangiare tutti insieme, birretta e per finire la torta!
ah ma non vi ho raccontato
come è andata a finire col vecchio lavorooooooo!!!
sapete che avevo avuto qualche problema con loro. bene ultimo giorno: mi organizzano una festa a sorpresa, che in realtà non è riuscita neanche un pò, ma ho apprezzato il gesto! e il mio ex capo ha fatto una specie di discorso per dire quanto sono brava e blablabla e mi ha detto che sono la benvenuta se voglio lavorare ancora con loro in futuro. potrebbe essere stato un discorso di circostanza, ma a me ha fatto piacere in ogni caso.
è un altro successo da aggiungere alla lista.
alla faccia di chi mi vuole male, tieee' =)
amo la mia vita da expat
amo la mia vita da expat
lunedì 5 maggio 2014
Vivere in Nuova Zelanda - il diario segreto di un' italiana all'estero
non posso dire che l'italia non mi manchi,
sarebbe una bugia
mi mancano odori, sapori, colori, forme, posti, tradizioni, paesaggi, cultura, persone.
però ne prendo atto e vado avanti!
perchè quella di rimanere qua, a oltre 18000km di distanza da casa, è una scelta.
scelta mia
nessuno mi trattiene, nessuno me lo impone
sono libera di decidere e ho deciso di percorrere questa strada, che di sicuro non è la più semplice, ma una continua sfida.
ebbene si, mi sono trasformata da backpacker ad immigrata, anche se probabilmente lo sono sempre stata, fin dall'inizio. non sono qua per viaggiare, tornare a casa e raccontare agli amici la mia avventura, ma sono qua per costruirmi un futuro, o almeno a provarci, dato che non è facile a livello burocratico.
il pensiero di essere in italia, tra pessimismo e crisi, mi fa sentire male!
eppure l'italia mi sembra il paese più bello del mondo.
sarà perchè è casa mia? l'italia è stupenda, c'e' solo un piccolo problema... legato al mondo del lavoro e al governo! e queste piccolezze finiscono per rovinare tutto il resto.
a partire dall'umore della gente.
e se la gente che ti sta intorno è stressata, incazzata, frustrata, preoccupata, beh queste vibrazioni negative influenzeranno anche te.
è una sorta di effetto domino, crolla tutto.
e io non voglio crollare, io voglio restare in piedi, magari con qualche attacco di nostalgia patriottica ogni tanto, ma con un'espressione rilassata sul volto, circondata da persone che abbracciano la filosofia dell'easy going, no worries, sweet as bro.
mi mancano le serate in italia, tra aperitivi e ristoranti
sedersi a tavola, aprire il menù con curiosità e non saper cosa scegliere, perchè ogni cosa sembra più buona dell'altra, il vino della casa che costa 2 soldi ed è comunque buono, il caffè lo saltavo, ma ad un limoncello o ad una sambuca non di dice mai di no! e poi i dolci della casa... omfg!!
e il rito dell'aperitivo, a buffet ovviamente! mangiare di tutto e di più per la modica cifra di 7/10 euro compreso il cocktail, stare li fino alle 9, poi cambiare bar fino all'una e andare in discoteca. (sto parlando dello storico e del ducale, di piazza delle erbe... del porto antico. oddio ho un attacco di genovite acuta!) mi mancano i chupitos a 1 euro. bere e uscire in italia è così economico e non ve ne rendete conto! uno shot qua mi viene a costare più di una birra.
che bei ricordi!
adesso invece quando andiamo a mangiare fuori non è così emozionante. di solito i miei amici vogliono mangiare asiatico, io invece spingo per indiano o fast food. il menu non mi sembra allettante, ogni piatto mi sembra uguale, quando ci sono le figure sono più contenta perchè almeno so cosa mi arriverà sul tavolo. bere durante i pasti ce lo scordiamo, perchè i prezzi sono proibitivi, ci accontentiamo della tap water quando è gratuita e di una birra in bottiglia a 10$. e l'aperitivo non solo non sanno cosa sia, ma come fai a spiegarglielo?
i ristoranti italiani per carità non mancano, ma preferisco morire di fame che andarci. a parte che magari un piatto di pasta te lo mettono a 20$ e la carne a 30$... ma poi dategliela ai kiwi la carbonara con la panna, funghi e magari anche il pollo. non chiamatela carbonara davanti a me, vi prego, che mi sento male! la colpa non è dei ristoratori (quando sono italiani), ma della clientela! perchè se non sanno mangiare sti cristiani, non c'è niente da fare! quindi i vari piatti vengono rivisitati in chiave locale, per farli piacere ai residenti (che nn capiscono una mazza d cibo!!!), xò cacchio non dite che siete ristoranti italiani, soprattutto quando di italiano non c'è manco la donna delle pulizie!
si, il tasto cibo è un tasto super dolente per me. e i miei amici mi prendono in giro tutto il tempo perchè ho sempre da lamentarmi! oh raga che vi devo dire, se non mi piace la cucina asiatica e mi ci portano sempre???
sono già più una fan della cucina kiwi... fish and chips (e nn mangio pesce, ma fanno anche i burgers) e pies. pies tutta la vitaaaaa!!! ecco cosa mi piace della nz... le pies!!!!! che sarebbero delle "crostatine" di pasta sfoglia salata (vedi foto), con ripieno di carne/formaggio/verdure. vengono servite rigorosamente calde, sono piene di gusto e di grassi =)
se no portatemi all'irish pub che sono contenta lo stesso, con una bella bisteccazza con la salsa gravy e il purè o le patatine, più eventuali funghi e onion rings. la mia amica della malesia lo chiama "western food" e mi fa ridere perchè per me è normale, cioè non asiatico, ma per lei che è asiatica è cibo occidentale. ma come lo dividiamo questo west? probabilmente per lei quello che non è asia/occhi mandorla è occidente. e fa un unico maxi gruppo che parte dall'india e finisce col sud america.
una sera le ho chiesto di mangiare indiano - no mi fa schifo -
e il kebab - no mi fa schifo -
e il burrito? - non hai capito che mi fa schifo tutta quella roba indiana, turca o messicana? sono la stessa cosa per me.
ok e poi sn io quella difficile??????????????????
ok basta parlare di cibo!
torniamo al punto di partenza. se lodo tanto la mia bella italia, perchè smanio per rimanere in questo paese, che non è neanche comodo per essere venuti a trovare da amici e parenti?
non lo so!
forse qualche hobbit mi ha fatto un incantesimo a mia insaputa, ma sono rimasta inspiegabilmente stregata da questo paese. o meglio da questa città, dato che non ho viaggiato quasi per niente.
razionalmente dovrei esplorare altre mete, ma mi sento in dovere di non spostarmi di un millimetro, perchè qua si sta bene.
si sta bene a livello economico, ci si concede il lusso di scegliere il posto in cui lavorare e discutere il proprio stipendio.
niente stress. i kiwi se ne fregano! vivono tranquilli e rilassati... io purtroppo non sono ancora entrata nell'ottica, il mio stress ce l'ho ancora addosso, ma per le situazioni specifiche (tutta questa storia sul lavoro, sul visto, sulle decisioni da prendere) e non per la vita in generale.
pago il mio affitto a settimana, che comprende bollette, detersivi e carta da culo. lavoro le mie 6 ore al giorno, a contatto col pubblico: gente sconosciuta, che arriva in negozio e ti chiede come stai, come è stata la tua giornata e ti fa dei sorrisi abbaglianti.
ho orari "normali" e dopo quasi un anno lontano dalla vita da turnista mi rendo conto che sia tutta un'altra musica. godi meglio del tuo tempo, della differenza tra il giorno e la notte.
quando sono per strada, anche se passo sempre dalle stesse vie, mi guardo intorno con attenzione ogni giorno, per cercare qualche dettaglio nuovo. e poi sono una super appassionata di cielo-stelle-nuvole-tramonti-luna. quando ero in italia questi elementi non mi sembravano tanto interessanti e soprattutto non mi soffermavo a guardarli. credo che questo faccia parte del mio processo di "disintossicazione" da stress.
il clima qua è strano ma mi piace. come dicono tutti, ti ritrovi una giornata di 4 stagioni (e lo dicono perchè è vero!). primavera/estate/autunno sono un'unica lunga stagione, quando fa caldo si sta bene, non si boccheggia, la pioggia è una rottura di scatole ma di solito non piove tutto il giorno, ma a intervalli abbastanza corti. l'inverno non l'ho ancora sperimentato, sono arrivata qua che stava finendo, non ho avuto mai freddo e la neve non esiste ad auckland. solo il vento, quando ci si mette, è parecchio fastidioso. adesso è autunno ma si gira ancora in maniche corte e ciabatte, la sera fa un pò freddo, ma niente a che vedere con gli autunni del nord italia!
concludo con quello che probabilmente è più importante per me, la sfida.
questo amore per l'inglese, che mi ha accompagnato da quando avevo 11 anni, finalmente trova spazio per misurarsi, confrontarsi, arricchirsi.
da un lato sono bramosa di imparare, dall'altra sono pigra per aprire i libri.
probabilmente sto imparando e migliorando senza accorgermene e senza fare troppi sforzi. se mi impegnassi un pò di più, avrei risultati migliori, ma ragazzi ve l'ho detto siamo nella patria del take it easy =)
vivere in una lingua che non è la tua, in mezzo a persone nella tua stessa condizione e ad altre che invece sono madrelingua. è quello che fanno milioni di immigrati ogni giorno. ma se sei a casa tua, a parlare la tua lingua, non te ne accorgi. non ti accorgi di quanto sia faticoso vivere pensando in una lingua e parlarne un'altra. doversi confrontare/scontrare con le persone e non sentirsi all'altezza solo perchè per colpa della lingua non ci si riesce ad esprimere come si vorrebbe. non puoi dare ai tuoi discorsi le sfumature che li rendono efficaci nella tua lingua. questa cosa è brutta, ma ti da la spinta per migliorare ogni giorno.
e se sei stanca, confusa, triste e disperata, perchè a volte le cose non vanno come dici tu, non è che puoi prenderti un aereo e tornare a casa per il weekend.
devi fartela passare! devi resistere!
devi combattere contro le debolezze che hai dentro e andare avanti, sei tu contro il mondo!
anche questa della distanza è una bella sfida. e distanza vuol dire anche differenza. tutta la diversità che mi circonda è stimolante, ma a volte ti butta giù la voglia di quelle cose di cui parlavo all'inizio. tutti e cinque i sensi ti dicono: ma cosa ci fai qua? ridammi l'arte da vedere, il cibo da gustare, il profumi da annusare, le voci da ascoltare. il tatto boh, forse il tatto è l'unico che non hai mai problemi in nuova zelanda =)
e poi... sono partita con l'intento di cambiare la mia vita.
a fanculo il lavoro a tempo indeterminato!
a fanculo il mutuo da pagare!
voglio sentirmi libera di decidere, di cambiare se non sono felice, di fare passi avanti, di crescere a livello personale e professionale.
questo paese, giovane e vivo, sembra darmi le spinte giuste per seguire i miei obiettivi...
anyway,
italy
i will always
love u
venerdì 2 maggio 2014
Problemi da expat - Pissed and betrayed, confused and guilty
non voglio fare la splendida con un titolo in inglese, è solo che queste parole mi suonano meglio che in italiano! sono incazzata, mi sento tradita, sono confusa e mi sento colpevole.
riassunto delle puntate precedenti...
il mio datore di lavoro mi ha offerto il work visa, ossia il visto per poter lavorare con lui per un altro anno. mentre ho fatto la richiesta del nuovo visto, ho dovuto prendermi una pausa e al mio posto è stato assunto un altro ragazzo. nel giro di due settimane ho avuto il visto ed ero pronta a tornare in campo, ma il mio capo ha detto che volendo tenere anche l'altra persona, vuole aprire il negozio anche a pranzo per aver abbastanza ore per far lavorare entrambi.
e che ci vuole? apri a pranzo!
no....
vuole anche iniziare a fare la pasta, oltre che le pizze e la cucina va attrezzata.
mi dice... inizi settimana prossima.
ok.
la settimana dopo mi dice inizi la settimana prossima,
ok.
la settimana successiva non si fa neanche sentire!
quindi mi ritrovo con un visto di lavoro che mi permette di lavorare solo per un datore di lavoro, che non mi da da lavorare! ed è 3 settimane che non lavoro, ragazzi i soldi finiscono...
davanti a me ho 3 opzioni:
- continuare ad aspettare, non si sa per quanto, che il negozio apra a pranzo
- cercare un altro lavoro ad auckland, sempre come pizza chef
- partire x l'australia dato che il mio visto è ancora valido per qualche settimana, rimanere fino a fine anno e rientrare in nuova zelanda e cercare un altro lavoro e riprovare a fare il work visa per rimanere ulteriormente qua.
sono incazzata - perchè mi chiedo: se c'ero prima io, perchè non mi ridai il mio lavoro? perchè non possiamo dividerci le ore io e l'altro tipo, nel frattempo che si apre a pranzo?
mi sento tradita - ho dato tanta disponibilità, forse pure troppa, credevo di essere stata ripagata col mio work visa, ma che me ne faccio del work visa se poi non mi dai da lavorare e dai lavoro agli altri!
mi sento colpevole - perchè non ho più pazienza di aspettare, devo lavorare e non capisco cos'abbia in testa il mio capo. forse non si sta comportando in mala fede, forse ha solo bisogno di tempo, magari mi dovrei fidare e aspettare. ma ora come ora penso solo ad un piano b, che coinvolga i punti 2 e 3
mi sento confusa - probabilmente questa è la sensazione dominante
ebbe si, non so che fare!
cercare un altro lavoro qua è la soluzione più semplice. di lavoro non ne manca, ma (sentite la cazzata!) ho finalmente trovato una casa decente e non me la sento di cambiare di nuovo, per avvicinarmi al lavoro, qua in zona non ci sono altre pizzerie, sono a china town. mi sento più vincolata adesso rispetto a quando ero in italia, col mio tempo indeterminato e il mutuo da pagare. ma sarò scema??? me lo dico da sola, se volete infierite pure!
l'australia invece era il piano iniziale. quando ho avuto l'opportunità del work visa, ho pensato "ma si, se viaggi prima o poi ti devi fermare, questa è la mia occasione per avere un futuro fuori dall'italia, fermiamoci". e ora le cose stanno andando così, cioè non stanno andando come dovevano andare e ho l'opportunità di scegliere!
e non so cosa scegliere, perchè forse avevo già scelto, volevo rimanere qua.
ma se dovessi seguire il percorso che avevo studiato un anno fa? posso andare in australia e tornare indietro quando mi pare, non è nulla di impegnativo, è stato un passo ben più grande venire qua dall'italia, e invece non so perchè in questo momento, dover prendere questa decisione nel giro di una settimana, mi sembra un passo gigante.
dover ricominciare da zero, da sola, in un posto nuovo.
dalla mia ho che almeno adesso non ho più problemi con la lingua =)
l'ho già fatto l'anno scorso ed è stato fantastico, perchè adesso mi fa paura?
e poi parliamone di questa paura irrazionale...
paura di cosa?
non ho niente che mi tenga qua!
il lavoro a quanto pare non ce l'ho
ho affittato una camera che devo lasciare con 2 settimane di preavviso
amici ne ho ben pochi perchè di base erano tutti backpackers che o sono tornati al loro paese, o hanno cambiato città
quindi... cos'e' che mi trattiene?????
non lo so!
aspetto ancora qualche giorno per prendere una decisione...
se non altro mi sento fortunata, perchè posso fare delle scelte!
che non sia tanto portata a scegliere... beh questo è un altro discorso =)
ps. lo so che tutti quelli in italia mi diranno: vai in australia!
ma chi è in nz mi dirà di rimanere qua
sabato 4 gennaio 2014
Working Holiday Nuova Zelanda - kiwi adventure 3.1 buon anno gente!
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| ecco la silver fern al centro della foto! non v sembra una palma??? |
Esperienze da backpacker con il Working Holiday Visa Nuova Zelanda
Il rhythm and vines dicono che sia il festival musicale più bello, grande e importante della nuova zelanda! io sinceramente continuo a chiedermi perchè la gente spenda così tanti soldi per andarci, quando secondo me non li vale! non so se è perchè io stavo lavorando e non ho visto un granchè, o se è perchè sono abituata agli standard europei e qua nell'ambito di vita notturna sono indietro anni luce. fatto sta che questo festival m'è sembrato un pò na cacata!
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| vineyards |
hanno suonato un sacco di dj locali e internazionali, l'unico nome a me familiare è stato wiz kalifa (quello di black and yellow per intenderci) ha suonato sul palco di fronte al nostro stand, ma non mi ha entusiasmato più di tanto. inoltre non c'erano luci e flash come in una serata che si rispetti, era illuminato solo il palco, il pubblico era nel buio più totale e quindi non mi sono resa conto di quanto fosse affollata l'arena. solo al mattino te ne rendevi conto, dal numero impressionante di lattine, bottiglie e bicchieri disseminati nel prato!
il lavoro è stato intenso e stancante, abbiamo fatto turni di 10-14 ore senza interruzioni, ho imparato a stendere la pizzaaa!! sono quasi una pizza chef a tutti gli effetti, mi serve solo fare un po piu di pratica e diventare più veloce! dai che sto imparando un mestiere!
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| i girasole del mio campeggio |
oltre allo staff di auckland, abbiamo lavorato con una 10ina di ragazzini maori. i maschi erano stile rapper, le ragazze tutte vestite uguali, shorts giropassera, maglia corta con ombelico a vista, capelli raccolti in uno chignon disordinato. scopriamo che sono tutti parenti e in totale in famiglia sono in 21 cugini di primo grado!
ho passato 6 giorni a parlare solo ed esclusivamente inglese.
happy!
il mio cervello si è stancato parecchio. finchè si trattava di parlare con una persona tutto ok, ma quando mi ritrovo all interno di un gruppo per me è un casino! me ne sto li in un angolo zitta, tutta concentrata a capire di cosa stia parlando quella gente, a tradurre e a ripetere la pronuncia delle parole a mente. credo di aver imparato più cose in questi 6 giorni, che in 4 mesi! e ci credo, sono sempre in mezzo a stranieri come me!
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| tramonto verso tauranga |
ecco perchè ora ho deciso che mi trasferirò in un appartamento, basta ostello, voglio vivere coi kiwi! aspetto ancora un pò, per vedere se voglio rimanere ad auckland o partire, e poi via con la ricerca della casa!
siete autorizzati a infamarmi per non averlo fatto prima!
il 31, capodanno...
anche questa volta non ho sentito l atmosfera che sentivo in italia.
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| scivolo... corre voce che un poliziotto si sia tuffato con tutta la divisa! |
non so se è perchè ero lontana dalla gente che conoscevo, o perchè era estate, o perchè ero al lavoro.
credo che il caldo contribuisca parecchio a smorzare lo spirito delle feste!
non mi sono neanche resa conto che eravamo vicini alla mezzanotte, ho sentito solo quando dal palco dicevano 3, 2, 1 e poi i botti dei fuochi d'artificio! i fuochi sono stati bellissimi... li hanno sparati dalle colline, in 4 punti diversi, ce li avevamo proprio sopra alla testa! normalmente non sono una fanatica degli spettacoli pirotecnici, ma questa volta sono rimasta impressionata! fino ad un certo punto, in quanto ho approfittato dei 5 minuti di pausa per correre in bagno e non mi sono goduta lo spettacolo piu di tanto.
noi in nuova zelanda siamo stati i primi ad entrare nel 2014 =) ben 12 ore prima di voi...
abbiamo fatto pizze fino alle 4,30, abbiamo pulito e si sono fatte le 5.30, il festiva sarebbe stato aperto ancora per due ore, ma ero stanca morta e non mi è neanche passato per la testa di andare a dare una sbirciata e festeggiare un pò,,, staro' invecchiando forse???? =)
il campeggio ha iniziato a svuotarsi gia dall'uno, cumuli di spazzatura sparsi in ogni angolo. i miei colleghi sono andati a fare un giro perlustratore e sono tornati con sedie, materassi, lettini, tende, scarpe... il tutto NUOVO E FUNZIONANTE! la gente è troppo assurda! comprano le cose, le usano una volta e le lascialo li! che spreco, ohhh!
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| bagni pittoreschi all'interno del festival |
il 2 siamo ripartiti alla volta di auckland. partenza alle ore 15, arrivo dopo mezzanotte! uno dei camion ha avuto un problema e siamo rimasti bloccati per un'ora "in the middle of nowhere", sperando che ripartisse. questa volta è andata bene! come al solito mi sono goduta il paesaggio e una volta arrivata ad auckland, stranamente non mi sono sentita piu a casa!
cosa è successo?
sono diventata amante della natura???????
forse ho preso un'insolazione e il mio cervello non funziona tanto bene =)
see ya guys!
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